La processionaria del pino viene notata soprattutto in primavera, quando le larve scendono dagli alberi in fila. La prevenzione, però, comincia molto prima.
Landes Group, con sede a Malo in provincia di Vicenza, supporta la gestione del verde e del territorio attraverso osservazione, valutazione tecnica e programmazione degli interventi, passaggi fondamentali anche nel controllo di questo insetto.
Che cos’è la processionaria del pino
La processionaria del pino è un lepidottero le cui larve si nutrono degli aghi di diverse specie di pino e non solo. Durante lo sviluppo vivono in gruppo e costruiscono nidi sericei sulla chioma, più evidenti nei mesi freddi.
Le infestazioni possono indebolire le piante a causa della perdita di parte degli aghi. L’aspetto più delicato riguarda però i peli urticanti delle larve, che possono provocare reazioni cutanee e irritazioni in persone e animali. Per questo i nidi non devono essere toccati, aperti o rimossi senza competenze e protezioni adeguate.
Perché è utile cercare la processionaria del pino già in autunno
Dopo la schiusa delle uova, le giovani larve iniziano ad alimentarsi e a costruire ripari temporanei. Con l’abbassarsi delle temperature i nidi diventano progressivamente più compatti e riconoscibili, spesso nelle parti più esposte al sole della chioma.
Osservare i pini già in autunno permette di individuare i primi segnali e di organizzare per tempo il controllo. Aspettare la primavera significa spesso accorgersi del problema quando le larve sono più sviluppate e possono iniziare a scendere a terra, aumentando la possibilità di contatto nelle aree frequentate.
Quali segnali osservare sui pini
La presenza di piccoli intrecci sericei, gruppi di aghi disseccati o porzioni di chioma diradate può richiedere un approfondimento.
Con l’inverno, i nidi assumono spesso l’aspetto di involucri bianchi e compatti, visibili soprattutto alle estremità dei rami.
L’osservazione da terra è utile per una prima segnalazione, ma non sempre consente di stabilire l’estensione dell’infestazione. Altezza degli alberi, densità della chioma e posizione dei nidi possono rendere necessario un sopralluogo professionale.
Perché non bisogna rimuovere i nidi della processionaria del pino autonomamente
Un nido apparentemente abbandonato può conservare materiale urticante. Tagliarlo, bruciarlo o manipolarlo senza precauzioni può disperdere i peli nell’aria e aumentare il rischio di esposizione. Anche il semplice contatto con il terreno nelle zone interessate richiede attenzione, soprattutto in presenza di bambini o animali domestici.
La scelta dell’intervento dipende dalla fase biologica dell’insetto, dal numero e dalla posizione dei nidi, dalle caratteristiche delle piante e dall’uso dell’area.
Non tutte le situazioni si affrontano nello stesso modo e non tutti i periodi sono adatti alla medesima tecnica.
Monitoraggio e intervento devono essere programmati
Il controllo parte da una mappatura delle piante interessate e dalla valutazione del livello di infestazione. Nei parchi, nei giardini, lungo i percorsi e nelle aree scolastiche o molto frequentate è particolarmente importante considerare anche l’esposizione delle persone e degli animali.
In base al contesto, il tecnico può definire le modalità più appropriate e il momento utile per intervenire, nel rispetto delle disposizioni locali e delle buone pratiche.
Programmare in anticipo consente inoltre di organizzare accessi, sicurezza del cantiere e gestione corretta del materiale rimosso.
Hai individuato nidi o segnali sospetti sui tuoi pini? Non toccarli: contatta Landes Group per richiedere una valutazione tecnica e programmare l’intervento più adeguato.
